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2012: Si procede nonostante la recessione?
Jan 5, 2012

All’inizio dell’anno i redattori di Drumcorps.org.uk hanno intervistato il Presidente di Drum Corps Europe Marcel Matthijsse che ha illustrato le opportunità e le sfide che Drum Corps Europe dovrà affrontare nel 2012.


Quali importanti sviluppi attendono DCE nel 2012?

Naturalmente non possiamo negare la presenza della crisi economica. Non sono sicuro di come questa peserà sulla nostra attività. C’è il rischio di perdere sponsor e finanziamenti. Ciò significa che dobbiamo essere creativi per assicurarci di avere un'altra fantastica stagione di drum corps in Europa per il 2012. messi insieme, gli European Music Games, tutte le competizioni nazionali e i Campionati DCE avranno probabilmente una gara in più rispetto al 2011. il numero dei partecipanti resta sempre lo stesso o aumenta leggermente a livello nazionale. Da questo punto non abbiamo alcuna ragione di lamentarci.

Ci sono numerose sfide che DCE dovrà affrontare quest’anno. Ad esempio, l’aumento del numero dei giudici resta una delle priorità. Sono caldamente invitate soprattutto persone con esperienza di insegnamento e design all’interno di un corps che verranno poi formati come membri della giuria. Non si tratta semplicemente di giudicare, ma anche di insegnare ai corps come migliorarsi. L’anno scorso abbiamo introdotto il principio della “formazione attraverso il giudizio”. Il nostro manuale di gara, interamente rivisto nel 2011, è stato pensato proprio a tale scopo. Chi legge questo manuale comprenderà che non si tratta solo di design, ma anche del modo in cui si esprimono tali concetti in campo (performance). Il miglior risultato può essere raggiunto solo con un equilibrio perfetto.

Un altro punto su cui focalizzare l’attenzione è il la crescita dell’attività dei gruppi. Attualmente manca una piattaforma in cui i gruppi possano condividere le proprie esperienze a livello europeo. Dobbiamo dimenticare che i gruppi sono in competizione gli uni contro gli altri, lavoriamo su scala troppo piccola per un atteggiamento del genere. Naturalmente c’è competizione in campo, Ma se desideriamo dare un futuro ai drum corps in Europa, i gruppi dovranno iniziare ad aiutarsi tra loro. Vorrei soprattutto spingere i gruppi con esperienza a supportare i nuovi arrivati. Sia che si tratti di musica, coreografia, programmazione, management, formazione, reclutamento o qualsiasi altra cosa, basta semplicemente aiutarsi l’un l’altro. Noi di DCE stiamo cercando il miglior modo di aiutarvi da questo punto di vista.

Noi stessi stiamo facendo del nostro meglio per mettere a disposizione le nostre conoscenze. La giuria DCE supporta le organizzazioni partner in Asia per migliorare l’attività di drum corps. Le prime richieste in tal senso sono arrivate qualche anno fa. Puoi tenerti per te le tue conoscenze, ma perché non condividerle?


Cosa caratterizza un drum corps nel 2012?

Molti mi chiedono: cos’è drum corps? Il problema è che la risposta è spesso legata a ciò che su vede: gruppi, uniformi, coreografia, musica: tutto deve corrispondere ad un certo standard drum corps. Ma chi stabilisce questo standard? No, non credo sia questo il punto cruciale. È importante considerare anche che drum corps è un modo di fare musica che lancia una sfida sia ai membri sia al pubblico. Sin dall’inizio di DCE abbiamo rinunciato alle strette regole presenti negli USA. Dal 2011 abbiamo eliminato anche l’ultima regola su strumenti e amplificazione. Ora tutto è permesso, ma sempre entro un solco di creatività condiviso da tutti. Si potranno usare strumenti di qualunque genere, ma bisognerà saperlo fare sapientemente per miscelarli con il resto del gruppo.

In ultuma analisi, cos’è un drum corps? Ottoni in sol, senza pistoni, scarpe lucidate, proprio come ai vecchi tempi? Preferisco la massima creatività, musica e design esaltanti per membri e pubblico. Ogni show band, drum corps, marching band, banda o in qualunque modo vogliano definirsi sono invitati a partecipare. Ma chi desidera raggiungere risultati eccezionali deve applicare la filosofia drum corps. Che in sostanza consiste nel creare uno spettacolo completo, con un equilibrio perfetto tra design, difficoltà e fruibilità per i membri che lo eseguono e per il pubblico.


Cosa rende DCE DCE?


Prima di tutto, la nostra struttura organizzativa, una struttura “piatta” che cerca di tenere tutto il più semplice possibile; ognuno ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità. È importante rispettare questo punto e comunicare apertamente questi aspetti. Naturalmente a volte può essere difficile, ma riusciamo sempre a raggiungere una soluzione alla fine. Siamo tutti volontari con un solo obiettivo in testa: organizzare i Campionati DCE. Cerchiamo di minimizzare le strutture formali per la consultazione. Il consiglio si confronta sulle questioni se e quando è necessario, cioè ogni settimana durante la stagione delle gare. Per far ciò utilizziamo Skype in modo da ridurre i tempi di viaggio e i costi, per quanto possibile. Al di là della stagione delle gare, ci incontriamo di persona solo una o due volte. Di recente abbiamo iniziato ad utilizzare anche Yammer, ideale per informarci su cosa stiamo facendo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Un altro aspetto importante è la nostra indipendenza. Offriamo ai corps la possibilità di gareggiare e nessuno all’interno della direzione è legato direttamente ai corps. Tutti possono partecipare, ma la responsabilità è di DCE e delle organizzazioni partner. So che questo potrebbe far pensare ad una mancanza di "Democrazia" all'interno dell'attività, ma è sotto gli occhi di tutti un fatto importante: non esistono molte organizzazioni nel settore no-profit in cui la democrazia è sinonimo di successo. Spesso rappresenta un ostacolo allo sviluppo e alla creatività, produce un sacco di rumore a livello politico e porta solo a parlare dei problemi ma mai a risolverli attivamente. Preferiamo la stretta praticità ed è dal "Fare" che partiamo. Ovviamente ascoltiamo le esigenze dei gruppi e ciò che il pubblico ha da dirci. Non dobbiamo dimenticarci che in ultima analisi (e specialmente in tempi difficili come questi) è puramente una questione di mercato: offriamo un prodotto (le gare) e facciamo quanto possibile per assicurare che sia apprezzato dai consumatori (gruppi e pubblico). È stata la filosofia di DCE sin dall’inizio e penso che sia la ragione principale per cui DCE continua ad esistere ancora oggi.


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